TERREMOTO: LE INDICAZIONI DI BANCO FARMACEUTICO
In tanti ci chiedono come dare una mano alla popolazione colpita dal terremoto. Di seguito, rispondiamo con un piccolo vademecum, fornendo alcune utili informazioni rispetto al comportamento da adottare finché l’emergenza è in corso.
COSA NON FARE
In questo momento, anzitutto, è fondamentale attenersi scrupolosamente alle indicazioni della Protezione Civile e non intraprendere iniziative spontanee che, per quanto animate da grande generosità, rischierebbero di complicare la gestione dell’emergenza.
Pertanto, non inviate e non organizzate raccolte di generi farmaceutici, di generi alimentari, di vestiti o di qualunque altro bene.
COSA STA FACENDO BANCO FARMACEUTICO
Banco Farmaceutico si sta coordinando con AIFA - Agenzia Italiana del Farmaco e con FOFI - Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani. Quest’ultima, attraverso l’Associazione dei Farmacisti Volontari è già presente nelle zone colpite dal sisma con camper attrezzati e personale farmacista specializzato. In questo momento i farmacisti che operano sul territorio con il camper hanno tutti i farmaci necessari utili a gestire qualsiasi emergenza. In caso di richieste specifiche Banco Farmaceutico è in grado, in coordinamento con la Protezione Civile, di intervenire immediatamente e con i farmaci corrispondenti al reale fabbisogno.
Banco Farmaceutico ha già ricevuto disponibilità alla donazione di farmaci da parte delle associazioni di categoria delle aziende farmaceutiche (Assogenerici e Assosalute), da diverse aziende, da molte farmacie aderenti alla rete di Banco Farmaceutico e da aziende della distribuzione specializzata (Alliance Healthcare Italia).
Siamo pertanto in attesa di istruzioni da parte della Protezione Civile.
COME AIUTARE
Il modo migliore e più immediato è quello di aiutarci anche con una piccola donazione utile a gestire le fasi successive dell’emergenza con una donazione intestata a Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, IBAN: IT 56 F 03110 02400 001570013701, causale “Terremoto Centro Italia”. I soldi raccolti contribuiranno ad acquistare i farmaci necessari richiesti.
Fondazione
Banco Farmaceutico onlus
via Lorenzini, 10 · 20139 Milano MI
tel +39 02 70104315 · fax +39 02 700503735
info@bancofarmaceutico.org
www.bancofarmaceutico.org
C.F. 97503510154
martedì 30 agosto 2016
giovedì 25 agosto 2016
Proiezione Film

Proiezione di "Full of Grace"
alla presenza del produttore T.J. Berden
Milazzo, 29 agosto h 21,00
Chiesa di S.Giacomo
venerdì 19 agosto 2016
Saluto del Papa al Meeting 2016
Dal Vaticano, 2 agosto 2016
Eccellenza Reverendissima,
in occasione del XXXVII Meeting per l’amicizia fra i popoli, sono lieto di far pervenire a Lei, agli organizzatori, ai volontari e a quanti vi prenderanno parte il beneaugurante saluto del Santo Padre Francesco, unitamente al mio personale auspicio di ogni bene per questo significativo evento.
Il titolo dell’incontro - «Tu sei un bene per me» - è coraggioso. Infatti, ci vuole coraggio per affermare ciò, mentre tanti aspetti della realtà che ci circonda sembrano condurre in senso opposto. Troppe volte si cede alla tentazione di chiudersi nell’orizzonte ristretto dei propri interessi, così che gli altri diventano qualcosa di superfluo, o peggio ancora un fastidio, un ostacolo. Ma questo non è conforme alla nostra natura: fin da bambini noi scopriamo la bellezza del legame fra gli esseri umani, impariamo ad incontrare l’altro, riconoscendolo e rispettandolo come interlocutore e come fratello, perché figlio del comune Padre che è nei cieli. Invece l’individualismo allontana dalle persone, ne coglie soprattutto i limiti e i difetti, indebolendo il desiderio e la capacità di una convivenza in cui ciascuno possa essere libero e felice in compagnia degli altri con la ricchezza delle loro diversità.
Di fronte alle minacce alla pace e alla sicurezza dei popoli e delle nazioni, siamo chiamati a prendere coscienza che è innanzitutto un’insicurezza esistenziale che ci fa avere paura dell’altro, come se fosse un nostro antagonista che ci toglie spazio vitale e oltrepassa i confini che ci siamo costruiti. Di fronte al cambiamento d’epoca in cui tutti siamo coinvolti, chi può pensare di salvarsi da solo e con le proprie forze? È la presunzione che sta all’origine di ogni conflitto tra gli uomini. Sull’esempio del Signore Gesù, il cristiano coltiva sempre un pensiero aperto verso l’altro, chiunque egli sia, perché non considera alcuna persona come perduta definitivamente. Il Vangelo ci consegna un’immagine suggestiva di questo atteggiamento: il figlio prodigo che pascola i porci e il padre che tutte le sere sale sulla terrazza per vedere se torna a casa e spera, malgrado tutto e tutti. Come cambierebbe il nostro mondo se questa speranza senza misura diventasse la lente con cui gli uomini si guardano tra di loro! Il pubblicano Zaccheo e il buon ladrone sulla croce sono stati guardati da Gesù come creature di Dio bisognose dell’abbraccio che salva. E perfino Giuda, proprio mentre lo consegnava ai suoi avversari, si è sentito chiamare «amico» da Gesù.
C’è una parola che non dobbiamo mai stancarci di ripetere e soprattutto di testimoniare: dialogo. Scopriremo che aprirci agli altri non impoverisce il nostro sguardo, ma ci rende più ricchi perché ci fa riconoscere la verità dell’altro, l’importanza della sua esperienza e il retroterra di quello che dice, anche quando si nasconde dietro atteggiamenti e scelte che non condividiamo. Un vero incontro implica la chiarezza della propria identità, ma al tempo stesso la disponibilità a mettersi nei panni dell’altro per cogliere, al di sotto della superficie, ciò che agita il suo cuore, che cosa cerca veramente. In questo modo può iniziare quel dialogo che fa avanzare nel cammino verso nuove sintesi che arricchiscono l’uno e l’altro. Questa è la sfida davanti alla quale si trovano tutti gli uomini di buona volontà.
Tanti sconvolgimenti di cui spesso ci sentiamo testimoni impotenti sono, in realtà, un invito misterioso a ritrovare i fondamenti della comunione tra gli uomini per un nuovo inizio. Di fronte a tutto questo, noi discepoli di Gesù quale contributo possiamo dare? Il nostro compito coincide con la missione per cui siamo stati scelti da Dio: è «l’annuncio del Vangelo, che oggi più che mai si traduce soprattutto nell’andare incontro alle ferite dell’uomo, portando la presenza forte e semplice di Gesù, la sua misericordia consolante e incoraggiante» (FRANCESCO, Discorso in occasione del Premio Carlo Magno, 6 maggio 2016)
Questo è l’auspicio del Santo Padre, il Quale incoraggia i partecipanti al Meeting e a porre ogni attenzione alla personale testimonianza creativa, nella consapevolezza che ciò che attrae, ciò che conquista e scioglie dalle catene non è la forza degli strumenti, ma la mitezza tenace dell’amore misericordioso del Padre, che ognuno può attingere dalla sorgente di grazia che Dio offre nei Sacramenti, specialmente l’Eucarestia e la Penitenza, per poi donarlo ai fratelli. Egli esorta a continuare nell’impegno di prossimità agli altri, facendo a gara nel servirli con gioia, secondo l’insegnamento di Don Giussani: «Lo sguardo cristiano vibra di un impeto che lo rende capace di esaltare tutto il bene che c’è in tutto ciò che si incontra, in quanto glielo fa riconoscere partecipe di quel disegno la cui attuazione sarà compiuta nell’eternità e che in Cristo ci è stato rivelato» (L. GIUSSANI – S. ALBERTO – J. PRADES, Generare tracce nella storia del mondo, Rizzoli, Milano 1998, p. 157)
Con questi sentimenti, Sua Santità invoca su Vostra Eccellenza, sugli organizzatori, i partecipanti e i numerosi volontari del Meeting per l’amicizia tra i popoli la luce dello Spirito Santo per una feconda esperienza di fede e di comunione fraterna e, mentre chiede di pregare per Lui, volentieri invia la Benedizione Apostolica.
Nel chiedere a Vostra Eccellenza di assicurare anche il mio personale augurio, profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinto ossequio.
dell’Eccellenza Vostra Rev.ma
dev.mo nel Signore
Pietro Card. Parolin
Segretario di Stato
Eccellenza Reverendissima,
in occasione del XXXVII Meeting per l’amicizia fra i popoli, sono lieto di far pervenire a Lei, agli organizzatori, ai volontari e a quanti vi prenderanno parte il beneaugurante saluto del Santo Padre Francesco, unitamente al mio personale auspicio di ogni bene per questo significativo evento.
Il titolo dell’incontro - «Tu sei un bene per me» - è coraggioso. Infatti, ci vuole coraggio per affermare ciò, mentre tanti aspetti della realtà che ci circonda sembrano condurre in senso opposto. Troppe volte si cede alla tentazione di chiudersi nell’orizzonte ristretto dei propri interessi, così che gli altri diventano qualcosa di superfluo, o peggio ancora un fastidio, un ostacolo. Ma questo non è conforme alla nostra natura: fin da bambini noi scopriamo la bellezza del legame fra gli esseri umani, impariamo ad incontrare l’altro, riconoscendolo e rispettandolo come interlocutore e come fratello, perché figlio del comune Padre che è nei cieli. Invece l’individualismo allontana dalle persone, ne coglie soprattutto i limiti e i difetti, indebolendo il desiderio e la capacità di una convivenza in cui ciascuno possa essere libero e felice in compagnia degli altri con la ricchezza delle loro diversità.
Di fronte alle minacce alla pace e alla sicurezza dei popoli e delle nazioni, siamo chiamati a prendere coscienza che è innanzitutto un’insicurezza esistenziale che ci fa avere paura dell’altro, come se fosse un nostro antagonista che ci toglie spazio vitale e oltrepassa i confini che ci siamo costruiti. Di fronte al cambiamento d’epoca in cui tutti siamo coinvolti, chi può pensare di salvarsi da solo e con le proprie forze? È la presunzione che sta all’origine di ogni conflitto tra gli uomini. Sull’esempio del Signore Gesù, il cristiano coltiva sempre un pensiero aperto verso l’altro, chiunque egli sia, perché non considera alcuna persona come perduta definitivamente. Il Vangelo ci consegna un’immagine suggestiva di questo atteggiamento: il figlio prodigo che pascola i porci e il padre che tutte le sere sale sulla terrazza per vedere se torna a casa e spera, malgrado tutto e tutti. Come cambierebbe il nostro mondo se questa speranza senza misura diventasse la lente con cui gli uomini si guardano tra di loro! Il pubblicano Zaccheo e il buon ladrone sulla croce sono stati guardati da Gesù come creature di Dio bisognose dell’abbraccio che salva. E perfino Giuda, proprio mentre lo consegnava ai suoi avversari, si è sentito chiamare «amico» da Gesù.
C’è una parola che non dobbiamo mai stancarci di ripetere e soprattutto di testimoniare: dialogo. Scopriremo che aprirci agli altri non impoverisce il nostro sguardo, ma ci rende più ricchi perché ci fa riconoscere la verità dell’altro, l’importanza della sua esperienza e il retroterra di quello che dice, anche quando si nasconde dietro atteggiamenti e scelte che non condividiamo. Un vero incontro implica la chiarezza della propria identità, ma al tempo stesso la disponibilità a mettersi nei panni dell’altro per cogliere, al di sotto della superficie, ciò che agita il suo cuore, che cosa cerca veramente. In questo modo può iniziare quel dialogo che fa avanzare nel cammino verso nuove sintesi che arricchiscono l’uno e l’altro. Questa è la sfida davanti alla quale si trovano tutti gli uomini di buona volontà.
Tanti sconvolgimenti di cui spesso ci sentiamo testimoni impotenti sono, in realtà, un invito misterioso a ritrovare i fondamenti della comunione tra gli uomini per un nuovo inizio. Di fronte a tutto questo, noi discepoli di Gesù quale contributo possiamo dare? Il nostro compito coincide con la missione per cui siamo stati scelti da Dio: è «l’annuncio del Vangelo, che oggi più che mai si traduce soprattutto nell’andare incontro alle ferite dell’uomo, portando la presenza forte e semplice di Gesù, la sua misericordia consolante e incoraggiante» (FRANCESCO, Discorso in occasione del Premio Carlo Magno, 6 maggio 2016)
Questo è l’auspicio del Santo Padre, il Quale incoraggia i partecipanti al Meeting e a porre ogni attenzione alla personale testimonianza creativa, nella consapevolezza che ciò che attrae, ciò che conquista e scioglie dalle catene non è la forza degli strumenti, ma la mitezza tenace dell’amore misericordioso del Padre, che ognuno può attingere dalla sorgente di grazia che Dio offre nei Sacramenti, specialmente l’Eucarestia e la Penitenza, per poi donarlo ai fratelli. Egli esorta a continuare nell’impegno di prossimità agli altri, facendo a gara nel servirli con gioia, secondo l’insegnamento di Don Giussani: «Lo sguardo cristiano vibra di un impeto che lo rende capace di esaltare tutto il bene che c’è in tutto ciò che si incontra, in quanto glielo fa riconoscere partecipe di quel disegno la cui attuazione sarà compiuta nell’eternità e che in Cristo ci è stato rivelato» (L. GIUSSANI – S. ALBERTO – J. PRADES, Generare tracce nella storia del mondo, Rizzoli, Milano 1998, p. 157)
Con questi sentimenti, Sua Santità invoca su Vostra Eccellenza, sugli organizzatori, i partecipanti e i numerosi volontari del Meeting per l’amicizia tra i popoli la luce dello Spirito Santo per una feconda esperienza di fede e di comunione fraterna e, mentre chiede di pregare per Lui, volentieri invia la Benedizione Apostolica.
Nel chiedere a Vostra Eccellenza di assicurare anche il mio personale augurio, profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinto ossequio.
dell’Eccellenza Vostra Rev.ma
dev.mo nel Signore
Pietro Card. Parolin
Segretario di Stato
martedì 2 agosto 2016
Pellegrinaggio a Dinnammare
L’annuale pellegrinaggio al Santuario di Dinnammare si terrà Sabato 6 Agosto prossimo.
Il raduno è previsto, come al solito, a Puntale Chiarino alle ore 8.00.
All’arrivo al Santuario sarà celebrata la S. Messa.
Ci ritroveremo dopo presso il Centro Vacanze Ctg S. Maria del Cammino a Pizzo Chiarino per il pranzo a sacco ed un momento di convivenza e canti insieme.
Il raduno è previsto, come al solito, a Puntale Chiarino alle ore 8.00.
All’arrivo al Santuario sarà celebrata la S. Messa.
Ci ritroveremo dopo presso il Centro Vacanze Ctg S. Maria del Cammino a Pizzo Chiarino per il pranzo a sacco ed un momento di convivenza e canti insieme.
lunedì 1 agosto 2016
giovedì 5 maggio 2016
mercoledì 4 maggio 2016
martedì 3 maggio 2016
giovedì 28 aprile 2016
AVSI pro Equador
Comunicato Stampa
La rete di AVSI mobilitata per l’emergenza Ecuador
«Il terremoto più grave dal 1979: il Paese in ginocchio ha bisogno di noi»
La testimonianza dall’Ecuador di Stefania Famlonga, responsabile dei progetti AVSI in loco: «Servono medicine, cibo e aiuti di prima necessità al più presto».
Giampaolo Silvestri, segretario generale di AVSI, presenta la nuova raccolta fondi straordinaria a sostegno delle vittime del terremoto: «Tutta la nostra rete di migliaia di sostenitori in Italia e all’estero è mobilitata per aiutare immediatamente il Paese».
Fondazione AVSI, ong italiana attiva in 30 Paesi del mondo, lancia una raccolta fondi straordinaria per sostenere le vittime del terremoto che ha colpito l’Ecuador, il più grave dal 1979 a oggi.
L’obiettivo è quello di assicurare alla popolazione coinvolta beni di prima necessità, come cibo, acqua e medicine, difficili da trovare in questo momento nelle regioni terremotate.
AVSI in particolare è presente nella zona di Portoviejo, gravemente colpita dal sisma, con progetti di sostegno a distanza di 700 bambini ai quali offre soprattutto servizi sanitari e proposte educative diverse. La raccolta fondi è già partita: sul sito www.avsi.org e sugli account Twitter e Facebook di AVSI è possibile mantenere un filo diretto con il Paese e restare aggiornati sui bisogni e le operazioni di risposta all’emergenza.
«Ero in viaggio quando ho iniziato a perdere il controllo dell’auto - racconta Stefania Famlonga, responsabile AVSI in Ecudador. È avvenuto tutto velocemente, il nostro staff è illeso, ma il Paese è in ginocchio: le stime parlano di più di 270 morti e 2.000 feriti, una catastrofe in un Paese già in sofferenza per la pesante crisi economica. Ora dobbiamo pensare alle vittime, a come sostenere chi è sopravvissuto garantendo beni di prima necessità, in particolare ai bambini soli”.
«AVSI e la sua rete di sostenitori si è subito attivata per la raccolta di fondi – rileva Giampaolo Silvestri, Segretario Generale di Fondazione AVSI. Siamo in rapporto costante con il nostro staff in Ecuador per capire come sostenere le vittime e indirizzare gli aiuti nel modo più efficace.
Aggiorneremo man mano su come procede la distribuzione di aiuti e informeremo i sostenitori a distanza su come stanno i "loro" bambini».
Dona ora:
– online dal sito: https://donazioni.avsi.org/emergenze/emergenza-ecuador/
– tramite bonifico:
CREDITO VALTELLINESE, Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN IT04D0521601614000000005000
c/c intestato AVSI FONDAZIONE - Causale: Emergenza Ecuador
Per bonifici dall’estero: BIC (Swift code): BPCVIT2S
Chi volesse informazioni sui bambini sostenuti a distanza, può scrivere a sostegno.distanza@avsi.org
Ufficio Stampa Anna Zamboni Tel.: 02 674988.384 – cell: 344 0215 675 – anna.zamboni@avsi.org
http://www.avsi.org/2016/04/21/40584/
La rete di AVSI mobilitata per l’emergenza Ecuador
«Il terremoto più grave dal 1979: il Paese in ginocchio ha bisogno di noi»
La testimonianza dall’Ecuador di Stefania Famlonga, responsabile dei progetti AVSI in loco: «Servono medicine, cibo e aiuti di prima necessità al più presto».
Giampaolo Silvestri, segretario generale di AVSI, presenta la nuova raccolta fondi straordinaria a sostegno delle vittime del terremoto: «Tutta la nostra rete di migliaia di sostenitori in Italia e all’estero è mobilitata per aiutare immediatamente il Paese».
Fondazione AVSI, ong italiana attiva in 30 Paesi del mondo, lancia una raccolta fondi straordinaria per sostenere le vittime del terremoto che ha colpito l’Ecuador, il più grave dal 1979 a oggi.
L’obiettivo è quello di assicurare alla popolazione coinvolta beni di prima necessità, come cibo, acqua e medicine, difficili da trovare in questo momento nelle regioni terremotate.
AVSI in particolare è presente nella zona di Portoviejo, gravemente colpita dal sisma, con progetti di sostegno a distanza di 700 bambini ai quali offre soprattutto servizi sanitari e proposte educative diverse. La raccolta fondi è già partita: sul sito www.avsi.org e sugli account Twitter e Facebook di AVSI è possibile mantenere un filo diretto con il Paese e restare aggiornati sui bisogni e le operazioni di risposta all’emergenza.
«Ero in viaggio quando ho iniziato a perdere il controllo dell’auto - racconta Stefania Famlonga, responsabile AVSI in Ecudador. È avvenuto tutto velocemente, il nostro staff è illeso, ma il Paese è in ginocchio: le stime parlano di più di 270 morti e 2.000 feriti, una catastrofe in un Paese già in sofferenza per la pesante crisi economica. Ora dobbiamo pensare alle vittime, a come sostenere chi è sopravvissuto garantendo beni di prima necessità, in particolare ai bambini soli”.
«AVSI e la sua rete di sostenitori si è subito attivata per la raccolta di fondi – rileva Giampaolo Silvestri, Segretario Generale di Fondazione AVSI. Siamo in rapporto costante con il nostro staff in Ecuador per capire come sostenere le vittime e indirizzare gli aiuti nel modo più efficace.
Aggiorneremo man mano su come procede la distribuzione di aiuti e informeremo i sostenitori a distanza su come stanno i "loro" bambini».
Dona ora:
– online dal sito: https://donazioni.avsi.org/emergenze/emergenza-ecuador/
– tramite bonifico:
CREDITO VALTELLINESE, Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN IT04D0521601614000000005000
c/c intestato AVSI FONDAZIONE - Causale: Emergenza Ecuador
Per bonifici dall’estero: BIC (Swift code): BPCVIT2S
Chi volesse informazioni sui bambini sostenuti a distanza, può scrivere a sostegno.distanza@avsi.org
Ufficio Stampa Anna Zamboni Tel.: 02 674988.384 – cell: 344 0215 675 – anna.zamboni@avsi.org
http://www.avsi.org/2016/04/21/40584/
lunedì 11 aprile 2016
Presentazione libro
"Il Giubileo. Evento di riconciliazione" Intermedia Edizioni del Prof. Giorgio Infantino sarà presentato martedì 12 aprile alle ore 9.30 presso l’Aula Magna dell’IIS “Verona Trento” di Messina.
L’evento organizzato in collaborazione con l’Ufficio Insegnamento Religione Cattolica della Curia Arcivescovile di Messina, le Edizioni Paoline e il “Caffè Letterario” del medesimo Istituto, verrà introdotto e moderato dalla giornalista Gisella Cicciò. Saranno presenti, inoltre, il gesuita P. Felice Scalia SJ, la Prof.ssa Emanuela Mangano e la Prof.ssa Liliana Barreca.
Il volume, che contiene anche la prefazione del Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, presenta un itinerario biblico-teologico-liturgico, dove si coniugano l’annuncio del giubileo, l’attualizzazione dell’«Anno di grazia» da parte di Cristo e la celebrazione liturgica del Sacramento della Riconciliazione.
Il giubileo, nella sua essenza più profonda, richiama e mette in risalto numerosi valori sociali ancor oggi attuali: la liberazione da ogni forma di schiavitù, la riconciliazione con il creato, l’uguaglianza, la giustizia, l’equità, l’accoglienza, la condivisione, la solidarietà, il servizio, il dono: dentro questa cornice valoriale si può trovare il metodo educativo per rendere attuale l’abbuono/condono che costituisce il cuore del giubileo che è sì un evento, un incontro, ma soprattutto un’opportunità di crescita personale e sociale.
Configurandosi come «parabola di misericordia e riconciliazione», il giubileo viene inoltre riletto all’interno della parabola del «Padre misericordioso» di Luca 15,11-32, dentro la quale si dispiega un itinerario esistenziale che caratterizza l’umano e che trova la sua fattiva esplicitazione nei seguenti termini: allontanarsi, ri-trovarsi, fare ritorno per celebrare la vita.
Durante la presentazione del libro, alcuni alunni del “Verona Trento” introdurranno ed eseguiranno dei brani musicali.
L’evento organizzato in collaborazione con l’Ufficio Insegnamento Religione Cattolica della Curia Arcivescovile di Messina, le Edizioni Paoline e il “Caffè Letterario” del medesimo Istituto, verrà introdotto e moderato dalla giornalista Gisella Cicciò. Saranno presenti, inoltre, il gesuita P. Felice Scalia SJ, la Prof.ssa Emanuela Mangano e la Prof.ssa Liliana Barreca.
Il volume, che contiene anche la prefazione del Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, presenta un itinerario biblico-teologico-liturgico, dove si coniugano l’annuncio del giubileo, l’attualizzazione dell’«Anno di grazia» da parte di Cristo e la celebrazione liturgica del Sacramento della Riconciliazione.
Il giubileo, nella sua essenza più profonda, richiama e mette in risalto numerosi valori sociali ancor oggi attuali: la liberazione da ogni forma di schiavitù, la riconciliazione con il creato, l’uguaglianza, la giustizia, l’equità, l’accoglienza, la condivisione, la solidarietà, il servizio, il dono: dentro questa cornice valoriale si può trovare il metodo educativo per rendere attuale l’abbuono/condono che costituisce il cuore del giubileo che è sì un evento, un incontro, ma soprattutto un’opportunità di crescita personale e sociale.
Configurandosi come «parabola di misericordia e riconciliazione», il giubileo viene inoltre riletto all’interno della parabola del «Padre misericordioso» di Luca 15,11-32, dentro la quale si dispiega un itinerario esistenziale che caratterizza l’umano e che trova la sua fattiva esplicitazione nei seguenti termini: allontanarsi, ri-trovarsi, fare ritorno per celebrare la vita.
Durante la presentazione del libro, alcuni alunni del “Verona Trento” introdurranno ed eseguiranno dei brani musicali.
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