domenica 18 settembre 2011

Banco Alimentare e la battaglia europea per il PEAD

Siamo tornati in prima linea nella battaglia europea per il PEAD (programma di aiuti europei agli indigenti).
Infatti, martedì prossimo, 20 settembre, il Consiglio europeo dei Ministri dell’Agricoltura discuterà all’ordine del giorno il mantenimento del Programma europeo di aiuto alimentare agli indigenti.
Il 20 settembre verrà reso pubblico sul sito del consiglio il video del dibattito, al Consiglio, dei Ministri così da rendere evidente a tutti come si esprimeranno gli Stati europei su questo delicato tema.
Vi chiediamo di cliccare sul link che segue martedì mattina dalle 11.30 in poi, così da rendere evidente all’Europa che quello degli aiuti alimentari ai poveri è un tema importante e sensibile a tutti, in particolar modo per chi si rapporta direttamente o indirettamente con coloro che, deboli fra i deboli, non riescono a far sentire la loro voce.
L’Unione Europea basa molte delle sue decisioni e delle sue scelte sulla popolarità degli argomenti, per questo vi chiediamo caldamente, di diffondere la notizia e questo link alle strutture caritative e a tutti coloro che, come noi, sono coinvolti in questa difficile impresa.
http://video.consilium.europa.eu/index.php?pl=3&sessionno=3520&lang=EN
Grazie di cuore del vostro aiuto.
Marco Lucchini
Direttore del Banco Alimentare

giovedì 25 agosto 2011

Meeting per l’amicizia fra i popoli - XXXII edizione

21-27 Agosto 2011, Rimini Fiera
“E l’esistenza diventa una immensa certezza” è il titolo scelto per la XXXII edizione del Meeting. Esso parte da una constatazione, semplice e al tempo stesso drammatica: nella mentalità più diffusa ai nostri giorni, nella coscienza con cui ciascuno di noi affronta le sfide e le fatiche del vivere, sembra che non sia più possibile alcuna vera certezza. È qui, al fondo di noi stessi, che si rivela la radice nascosta delle tante “crisi” del nostro tempo: esse non segnano soltanto la messa in discussione o la perdita di certezze che si credevano acquisite – nella politica come nell’economia, nelle scienze come nell’etica, nella cultura come nella convivenza sociale – come è spesso successo in altre epoche storiche. Quello che è in gioco oggi, nell’epoca attraversata dalla grande ombra del nichilismo, è qualcosa di più radicale, e quindi più radicale è la sfida che essa ci pone: gli uomini non sarebbero più capaci di certezza, e anzi ogni certezza sarebbe una nostra costruzione, e alla fine nient’altro che una grande illusione.

Quando pensiamo al senso della nostra esistenza non siamo forse tutti tentati, come figli del nostro tempo, di ritenere che la nostra origine e la nostra destinazione siano in balìa della sorte, e che in definitiva nulla possiamo rispetto alle forze incontrollabili di un fato cieco e di un’insensata casualità? Eppure gran parte del pensiero “moderno”, per il quale l’uomo è l’unico, vero artefice del proprio destino, senza bisogno di riferirsi ad un senso più grande di sé, aveva preteso di fornire una strategia “scientifica” e “politica” che dominasse l’incertezza del vivere, il rischio mortale della solitudine e dell’insensatezza, fonte di risentimento e di violenza.

Le uniche certezze di cui ancora disponiamo – così si pensa – sono quelle prodotte dal controllo tecnologico del mondo. Tutto il resto, valori ed emozioni, sentimenti ed opinioni, appartiene al gioco del relativismo. Eppure noi ci accorgiamo sempre più che la realtà, sia a livello naturale che sociale, è molto meno controllabile di quanto si creda, e soprattutto scopriamo che l’esistenza dell’io è sempre più indebolita nelle sue ragioni. «A farci sentire un’incertezza più orrenda e devastante che in passato», ha scritto il sociologo Zygmunt Bauman, è la percezione che «la nostra impotenza sia incurabile». Tutta la partita dell’esistenza si gioca qui, nella certezza o nell’incertezza riguardo al motivo per cui ciascuno di noi è al mondo.

Il Meeting proverà a raccogliere questa sfida del nostro tempo, riaprendo una partita da molti dichiarata ormai chiusa. E lo farà, come è suo stile, non in virtù di una più scaltra analisi culturale e politica, ma a partire dall’esperienza in atto di persone che non si accontentano di concepire la propria esistenza come destinata al nulla. Uomini e donne che non censurano il peso dell’incertezza né si sottraggono al lavoro che essa esige, ma che la vivono come il segno evidente che non siamo i padroni di noi stessi, ma siamo in rapporto con qualcosa di Altro, che continua a sopraggiungere alla nostra vita.

Prima di ogni calcolo sulle nostre capacità o incapacità, la percezione di fondo del nostro io è quella di una certezza. E non una sicurezza a buon mercato o una garanzia a nostra disposizione, ma una certezza di appartenenza: siamo di qualcuno. Inizialmente noi siamo certi di noi stessi, perché ci viene incontro il volto di nostra madre e ci viene offerto il suo seno. È la prima percezione del vivere, che resta poi come una costante, anche se nascosta o soffocata. Prima di ogni incertezza c’è una certezza: essa è un dato, un incontro, un invito.

Il Meeting cercherà di raccontare e testimoniare questo lavoro dell’io che riparte dall’evidenza di un incontro, di tutti quegli incontri in cui si rende presente in carne ed ossa il significato per cui vale la pena vivere, amare, costruire e anche soffrire. La certezza che cerchiamo non è un’ideologia o una strategia o una convinzione psicologica, ma è quella che ci fa riconoscere ciò che già “siamo”. Non tanto che le cose andranno a posto come pensiamo noi, ma che noi stessi siamo in rapporto con Chi ci fa continuamente.

Per questo l’esistenza, come dice il titolo del Meeting, diventa una certezza: non si tratta infatti di sapere in anticipo quello che accadrà a noi e nel mondo, ma di essere disponibili a farci provocare da ciò che accade, cioè a chiederne il senso e a riconoscerne la ragione. E la certezza è immensa proprio perché non è un nostro prodotto, ma la scoperta di ciò che ci raggiunge e chiede ogni volta di noi. Questa certezza non potrebbe esistere senza la nostra libertà.

E in fondo anche il Meeting è un modo per prendere sul serio l’invito che ci proviene ogni giorno dagli avvenimenti e dagli incontri che accadono: l’invito a rispondere con tutta la nostra attesa, mettendo sempre in gioco la nostra inquietudine.
http://www.meetingrimini.org/?id=1

sabato 23 luglio 2011

AVSI EMERGENZA SICCITA' CON AGIRE


45500: un SMS Solidale contro la fame che divora il Corno d’Africa
Emergenza siccità in Africa Orientale. AVSI con AGIRE in prima linea
Domenica 17 luglio il Papa Benedetto XVI ha rotto il silenzio assordante sull’emergenza umanitaria a causa della siccità nel Corno d’Africa. A seguire, il 20 luglio, le Nazioni Unite hanno dichiarato lo stato di carestia.
Si parla di 12 milioni di persone che rischiano la morte per fame e sete soprattutto in Somalia, Kenya, Sud Sudan, Etiopia e Gibuti. Da 2 anni non piove, e la già fragile situazione è collassata.
Per far fronte a questa emergenza AGIRE, l’Agenzia italiana per la risposta alle emergenze a cui AVSI aderisce, ha lanciato un appello con un SMS Solidale per la raccolta fondi: 45500.

Le migliaia di persone in fuga per AVSI sono i volti dei profughi che arrivano a Dadaab, un campo in Kenya dove lavoriamo dal 2009, che accoglie oltre 300.000 somali fuggiti dal loro Paese, in cerca di libertà e ora di cibo, e verso il quale il ritmo degli arrivi ha raggiunto oggi quello di 30.000 persone al mese. Una cifra che, per noi italiani abituati alle emergenze degli sbarchi dell’ordine di qualche migliaio in diversi mesi nelle fasi acute, dovrebbe dire molto.
A Dadaab, 500 km da Nairobi nella savana spettacolare che appare agli occhi dei somali in fuga come un’oasi dove mettersi in salvo, ogni giorno approdano centinaia di persone disperate in fuga dalla fame e dalla morte. Per noi di AVSI dietro questi numeri ci sono persone con un nome, madri coraggiose ma stremate, padri che non riescono a provvedere ai propri figli, bambini che non riusciranno a diventare grandi.
Continuando il nostro compito, raccogliamo l’appello del Papa, insieme ai nostri colleghi che si trovano in Kenya e stanno facendo un lavoro enorme. Chiediamo a tutti voi di sostenerci e aderire con noi alla campagna di AGIRE con l’SMS Solidale 45500 facendo il possibile per diffonderlo a tutti gli amici e conoscenti, istituzioni e imprese. Tramite questo numero si possono donare 2 euro inviando semplicemente un sms dai cellulari Tim, Vodafone, Coopvoce o chiamando da reti fisse Telecom Italia e Teletu.

Iniziative coordinate da AGIRE – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze all’interno dell’appello EMERGENZA “SICCITA’ IN AFRICA ORIENTALE”. AGIRE è il coordinamento di 12 tra le più importanti organizzazioni non governative che rispondono in maniera congiunta alle gravi emergenze umanitarie. Maggiori informazioni su http://www.agire.it/.

giovedì 30 giugno 2011

Banco Alimentare, con tagli Pead 3 milioni di poveri a rischio in Italia

In Italia 3 milioni di poveri rischiano di rimanere senza cibo e assistenza in seguito alla decisione dell’ Unione europea (Regolamento di esecuzione UE N563/2011 del 10 giugno 2011) di ridurre drasticamente per il 2012 gli aiuti alimentari garantiti dal Pead (Programma Europeo di Aiuto Alimentare) a favore degli indigenti.
“Condividiamo e sosteniamo in pieno la battaglia intrapresa dal Ministro Saverio Romano contro i tagli al Pead” spiega Marco Lucchini, direttore della Fondazione Banco Alimentare Onlus. “La riduzione degli aiuti comunitari avrà drammatiche conseguenze per le persone bisognose che ne usufruiscono sia in Italia che in Europa. In particolare, nel nostro paese, la diminuzione di cinque volte dei beni alimentari erogati rischia di compromettere la tenuta del sistema di welfare. Una vera e propria ‘bomba ad orologeria’ che potrebbe portare a rischiosi conflitti sociali e che solo il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura europei può disinnescare, evitando che il decreto diventi attuativo immediatamente. É fondamentale che prevalga il buon senso e la lungimiranza, come è stato ribadito dai funzionari dell'AGEA”.
In Italia il programma di aiuto alimentare ai poveri con gravi necessità alimentari è attivo dal 1995 e la collaborazione tra enti caritativi e AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) ha contribuito allo sviluppo di un concreto sistema di distribuzione che ogni anno fornisce alimenti a più di 3.000.000 di poveri, di cui 1.500.000 assistiti dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus attraverso 8.159 strutture caritative ad essa convenzionate. A queste, solo nel 2010, grazie al Pead sono state distribuite gratuitamente 48.000 tonnellate di cibo che il prossimo anno potrebbero diventare un quinto.
La Fondazione Banco Alimentare Onlus condivide la preoccupazione comune ai 21 Paesi membri della Federazione Europea dei Banchi Alimentari (FEBA) che in Europa aiutano 5 milioni di poveri donandogli 360.000 tonnellate di cibo all’anno, una parte difficilmente sostituibile delle quali arriva proprio dagli aiuti comunitari stanziati attraverso il Pead.
Per ulteriori informazioni: Francesco Lovati 334-6408185

sabato 25 giugno 2011

Presentazione del libro di Sarubbi su RTP

Dopo la presentazione del libro di Pietro Sarubbi (l'attore interprete di Barabba nel film The Passion di Mel Gibson) dal titolo "da Barabba a Gesù. Convertito da uno sguardo" - tenutosi lo scorso 10 giugno presso il PalaCultura Antonello da Messina - in molti, tra coloro che per vari motivi non sono potuti essere presenti, hanno espresso il desiderio di poterlo vedere in streaming. Ora, grazie a un accordo raggiunto tra Enzo Bonanzinga (in nome dell'Ass. Culturale El Barquino) e la Radio Televisione Peloritana, questo sarà possibile, infatti domani, domenica 26 giugno, alle ore 14,10 c.a. (dopo il TG) la RTP trasmetterà per intero l'incontro con l'attore Pietro Sarubbi intervistato da Pietro Ortega della Fondazione Bonino Pulejo.

Domenica prossima, stesso canale stessa ora, verrà trasmessa la seconda parte dell' intervento di Sarubbi nell'evento oraganizzato dal Comune di Messina.
BUONA VISIONE!

giovedì 23 giugno 2011

Presentazione libro di Antonio Meli

Incontro-dibattito sul libro di Antonio Meli "Le grandi questioni della filosofia" che si terrà presso il Palazzo della Cultura di Viale Boccetta,
Venerdì 24 Giugno 2011 alle ore 17,30.
Il libro sarà presentato dal Prof. Girolamo Cotroneo
già ordinario di Storia della Filosofia della Università di Messina,
modera la dott.ssa Angela Verso
interverrà il prof. Giuseppe Giordano
associato di Storia e Filosofia della Università di Messina

mercoledì 22 giugno 2011

PRONTI A RENDERE RAGIONE DELLA SPERANZA CHE È IN NOI

Come qualsiasi altra circostanza della vita, anche le elezioni amministrative hanno costretto ognuno di noi a prendere posizione e ad assumersi la propria responsabilità. Soprattutto questa volta, non è stato facile andare oltre le apparenze e i luoghi comuni alimentati dal mondo politico e dall’opinione dominante.
Fin dall’inizio ci siamo detti: siamo cristiani e dunque, prima di qualunque calcolo elettorale e prima di sapere quale sarà il risultato finale, vogliamo verificare se la fede ha qualcosa da dire anche in questa occasione − in altre parole, se ha incidenza storica − o se deve rinunciare alla partita, rassegnandosi al ruolo di “cortigiana” di chi conquisterà il potere o di “consolatrice” per chi sarà sconfitto.
Molti hanno accettato la sfida e si sono lanciati nella verifica, concretamente, incontrando la gente nei mercati, davanti alle chiese, nei caseggiati e nei luoghi di studio e di lavoro. E che cosa si è visto?
Un diffuso quanto confuso desiderio di cambiamento, ma anche tanto scetticismo − e non solo a livello della politica −. A volte, una aggressività eclatante ed esagerata. E soprattutto un mare di bisogni e di solitudine. Dove è stato possibile bucare il muro dei pregiudizi e dell’ostilità, quanta umanità ferita e provata dalla vita è emersa, quanta gente sembrava non aspettare altro che qualcuno disposto a starvi di fronte, semplicemente!
Così, queste elezioni sono diventate l’occasione per ascoltare, per rendersi conto di necessità e di drammi inimmaginabili, talvolta per tendere una mano e offrire un aiuto. In qualche situazione è bastato uno scambio di numeri telefonici per risvegliare desiderio e speranza.
Che cosa ha reso possibile tutto questo? Non certo una scaltrezza e una dialettica politica. Ci vuole ben altro per bucare la crosta di cui molti si sono rivestiti per difendersi da una realtà che non soddisfa. Ora, di fronte a un bisogno tanto profondo, può riaffiorare la tentazione dell’utopia: il sogno che la politica − di qualunque colore e tendenza − possa offrire una soluzione magica che elimini il dolore, il male e l’ingiustizia, liberi l’uomo e lo salvi.
Sappiamo bene, tuttavia, quanto è deludente riporre la speranza in una cosa inconsistente come le utopie, che la storia ha puntualmente smentito. Per questo ci siamo ripetuti: «Non aspettiamoci un miracolo, ma un cammino». Perciò abbiamo condiviso con chiunque l’unica cosa reale che abbiamo: una esperienza di novità umana, che si è dimostrata capace di darci una pienezza e una positività in qualunque circostanza ci trovassimo.
Dopo queste elezioni suonano attualissime le parole che don Giussani rivolse a un giovane incontrato in Università Cattolica alla fine degli anni Sessanta, che considerava ormai la rivoluzione l’unico modo per incidere sulla storia:
«Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono felice l’uomo. La forza che fa la storia è un uomo che ha posto la sua dimora tra di noi, Cristo. La riscoperta di questo impedisce la nostra distrazione come uomini, il riconoscimento di questo introduce la nostra vita all’accento della felicità, sia pure intimidita e piena di una reticenza inevitabile. È nell’approfondimento di queste cose che uno incomincia a toccarsi alla mattina le spalle e sentire il proprio corpo più consistente e a guardarsi nello specchio e sentire il proprio volto più consistente, sentire il proprio io più consistente e il proprio cammino tra la gente più consistente, non dipendente dagli sguardi altrui, ma libero, non dipendente dalle reazioni altrui, ma libero, non vittima della logica di potere altrui, ma libero».
Le elezioni ci hanno provocati a una consapevolezza maggiore di quali sono «le forze che muovono la storia» e ad essere meno ingenui sul potere salvifico della politica. Solo la fede rende più umana la vita ora: mette in moto una vibrazione di fronte al bisogno nostro e altrui, scatena una passione per il destino di ogni singolo uomo in cui ci si imbatte, fino ad aprire una possibilità di dialogo con persone indifferenti, deluse o arrabbiate.
E ora? Non desideriamo altro che la libertà − per noi e per tutti − di costruire e di condividere la nostra esperienza con chiunque, a cominciare da coloro che abbiamo incontrato in questi mesi, dai loro bisogni. La politica − chi ha vinto, ma anche chi ha perso − sarà in grado di riconoscere questa novità di vita nel presente e di difenderla come un bene per tutti?
Quando siamo nati abbiamo domandato una sola cosa a chi comandava allora: «Mandateci in giro nudi, ma lasciateci la libertà di educare». Allora come oggi, Comunione e Liberazione esiste solo per questo. Chiediamo troppo?
C O M U N I O N E E L I B E R A Z I O N E
Giugno 2011

martedì 24 maggio 2011

REGGIOINCONTRA 2011

Il 4 e 5 giugno si terrà presso il Teatro "Francesco Cilea" di Reggio Calabria la prima edizione della manifestazione culturale REGGIOINCONTRA 2011 che ha come tema "La Bellezza salverà il mondo" (Dostoevskij).
- Un ventaglio di incontri, che vedranno tra i loro protagonisti importanti nomi della cultura come Davide Rondoni, del giornalismo come Luigi Amicone e Davide Perillo e personalità politiche calabresi.
- Spettacoli serali che, attraverso la musica, guideranno il pubblico in un percorso ideale attorno al tema della bellezza.
- La premiazione di un Concorso artistico, organizzato in collaborazione con l’APS “Espero”, rivolto agli allievi delle Scuole Primarie e Secondarie della Provincia di Reggio Calabria.
- Una mostra di architettura sulla Sagrada Familia e sul suo architetto, Antoni Gaudí, realizzata con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria, è curata da un gruppo di giovani architetti e di componenti dell’Associazione studentesca “Antoni Gaudí”, operante all’interno dell’Ateneo reggino.
Il programma di REGGIOINCONTRA 2011 sarà:
Sab 4 giugno
h 10.30 - Inaugurazione
h 11.00 - Incontro "Attraverso l'educazione si costruisce la persona, e quindi la società "
h 21.00 - Incontro spettacolo "La bellezza salverà il mondo?"
Dom. 5 giugno
h 11.00 - Incontro presentazione del Meeting di Rimini "E l'esistenza diventa un'immensa certezza"
h 17.30 - Incontro "Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell'uomo"
h 21.00 - Spettacolo: Why Not All & Friends
In più, per tutta la durata della manifestazione:
- Mostra su Gaudì e la Sagrada Familia, curata dal CLU di Reggio
- Banchetto libri e Infopoint su CdS Marvelli, AVSI, Meeting
- Esposizione dei disegni vincitori del Concorso artistico rivolto alle scuole elementari e medie della provincia di Reggio Calabria
“La bellezza che ci sostiene è quella che non passa. È quella la cui ricerca mette insieme uomini di ogni epoca e di ogni cultura. È quella bellezza che ferisce il cuore di una ferita tarda a rimarginarsi e difficilmente incline ad accontentarsi di una facile risposta”
REGGIOINCONTRA 2011 DESIDERA ESSERE “UNA FESTA DI POPOLO PER IL POPOLO”
http://www.reggioincontra.com/