giovedì 13 maggio 2010

Testimoni digitali

Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela
Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali
Comunicato Stampa
"Testimoni digitali: sm cns cn Xt? (siamo connessi con Cristo?)"
Giovedì 13 maggio alle ore 11,30, presso la Cappella S. Maria all'Arcivescovado (Curia Arcivescovile - ingresso via I Settembre), si terrà una CONFERENZA STAMPA durante la quale verrà presentato l'evento "Testimoni digitali: sm cns cn Xt? (siamo connessi con Cristo?)": Saranno presenti SE Mons. Calogero La Piana (Arcivescovo di Messina Lipari S. Lucia del Mela), Mons. Domenico Pompili (Direttore nazionale dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali e Sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana), la Prof.sa Marianna Gensabella (Coordinatrice del CdL Triennale in "Scienze della Comunicazione: editoria e giornalismo") e don Giuseppe Lonia (Direttore dell'Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali).
Gli incontri proposti nascono in continuità con il Convegno Nazionale promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana "Testimoni digitali: volti e linguaggi nell'era crossmediale" celebratosi a Roma dal 22 al 24 aprile scorso, e vogliono essere un'ulteriore sviluppo di questa riflessione nell'ambito della nostra chiesa locale.
Il primo di questi appuntamenti sarà giovedì 13 maggio ore 17,30, presso il Seminario Arcivescovile S. Pio X di Messina, e tratterà gli "Scenari mediatici" attraverso l'intervento di Mons. Domenico Pompili e del Prof. Marco Centorrino, Docente di Sociologia della Comunicazione, Facoltà di Lettere e Filosofia - Università di Messina.
Gli altri appuntamenti fanno riferimento all'incontro con il mondo delle famiglie (Domenica 16 maggio, giornata mondiale per le Comunicazioni Sociali) e con il mondo dei giovani e degi universitari (martedì 18 maggio).
L'ultimo momento previsto sarà una "tavola rotonda" che mette insieme diverse testimonianze del mondo mediatico e digitale (mercoledì 26 maggio).
Sul nostro sito diocesano (http://www.diocesimessina.net/) abbiamo creato una pagina apposita che raccoglie tutte le notizie utili sull'evento, con il rimando anche ad un gruppo di discussione su "facebook" attraverso cui vorremo prolungare nel web il confronto a largo raggio.
Cordiali saluti
don Giuseppe Lonia
direttore Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali
vicario episcopale per l'Area "Cultura-Educazione"
Messina, 11 maggio 2010

martedì 11 maggio 2010

INVITO presentazione libro

Arancia meccanica o nuova opportunità? La sfida educativa.
"L' emergenza educativa ci chiama in causa tutti perché il tema principale, per noi, in tutti i nostri discorsi, è l'educazione: come educarci, in che cosa consiste e come si svolge l'educazione, un'educazione che sia vera, cioè corrispondente all'umano."
"VIVERE INTENSAMENTE IL REALE" Scritti sull'educazione.
Presentazione del libro di don Luigi Giussani
Giovedì 27 maggio 2010 ore 18.00 Chiesa di S. Maria Alemanna - Messina
Saluto introduttivo Ass. Dario Caroniti, Interviene Prof.ssa Paola Bignardi
Testimonianze di Prof.ssa Laura Aliberti, Presidente di “Porto Franco” - Messina
Prof.ssa Palma Milazzo, Prof.ssa Liceo Maurolico - Messina
Modera Prof. Pietro Donato
In collaborazione con le associazioni: DIESSE - Messina e PORTO FRANCO - Messina
Comune di Messina, Assessorato alle Politiche della Famiglia ai Rapporti con le Chiese e alle Politiche per la Sicurezza

lunedì 10 maggio 2010

PELLEGRINAGGIO MARIANO

Martedì 11 maggio con partenza alle ore 16.30 da Piazza Duomo si svolgerà il Pellegrinaggio Mariano dalla Basilica Cattedrale al Santuario di Montalto, a cura della Consulta per la Vita Consacrata con la partecipazione della Pastorale Giovanile Diocesana e della Consulta per l'Apostolato dei Laici.
Il Pellegrinaggio si concluderà presso il Santuario di Montalto con i vespri e l'Eucarestia presieduta da S.E. L'Arcivescovo Mons. Calogero La Piana.

venerdì 30 aprile 2010

Presentazione Libro

Su iniziativa del Dipartimento di Storia e scienze umane dell’Università di Messina, venerdì 30 aprile, alle ore 18, presso la libreria “Circolo Pickwick”, via Ghibellina 32 Messina, sarà presentato il libro di Elina Gugliuzzo In veste devota. Le confraternite di Malta in età moderna (Rubbettino editore).
La storia delle confraternite maltesi in età moderna come processo di lunga durata, una linea interpretativa dalle medievali corporazioni al sindacato contemporaneo. La ricerca si cala in materiali indagati per la prima volta nei diversi archivi maltesi; se ne ha una descrizione densa. Si apre un profondo spaccato di storia sociale. In molti casi le ‘fratellanzi’ sono le prime forme associative in cui si sperimenta una “democrazia di base”. Si rintraccia così il preconscio politico della successiva nascita delle trade unions e un modello comparativo per il sistema confraternale siciliano e meridionale.
Presenteranno il volume i professori Maria Ghazali, Université de Nice, Simon Mercieca, University of Malta, Angelo Sindoni, Università di Messina.
Sarà presente l’autrice.

giovedì 29 aprile 2010

INSIEME AL PAPA

Il 16 maggio

in Piazza San Pietro

per il Regina Coeli

Domenica 16 maggio 2010 vogliamo stringerci visibilmente intorno a Benedetto XVI come figli col padre, desiderosi di portare un poco del peso che la situazione attuale carica sulle sue spalle.

Vogliamo pregare con lui e pregare per lui. È il gesto più semplice e più vero che possiamo compiere per esprimere la vicinanza al Santo Padre, alla Chiesa, a chi ha sofferto per il male subito.

Vogliamo testimoniare, nella penitenza e nell’unità con il Papa, che l’esperienza cristiana è esperienza di bellezza, di pienezza, di misericordia capace di abbracciare tutti gli uomini.

Il desiderio della giustizia, ferita dal male dell’uomo, incontra Cristo crocifisso e risorto, speranza più forte della morte.

INVITIAMO TUTTI

ad aderire alla proposta della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, partecipando in Piazza San Pietro, alle ore 12 del 16 maggio, alla preghiera di tutto il popolo cristiano.

Comunione e Liberazione

domenica 18 aprile 2010

COMUNICATO CEI

Lunedì 19 aprile ricorre il quinto anniversario dell’elezione di Benedetto XVI al pontificato.
La Presidenza della CEI invita tutte le comunità ecclesiali a stringersi in quel giorno nella preghiera intorno a lui, centro di unità e segno visibile di comunione. In tale occasione, si individueranno a livello locale le forme più adatte (quali, per esempio, l’Eucaristia, la liturgia della Parola, veglie di preghiera, l’adorazione eucaristica e la recita del rosario) per rendere grazie a Dio per il magistero illuminato e la cristallina testimonianza del Papa.
Nello stesso tempo, in quest’ora di prova, la Chiesa in Italia non viene meno al dovere della purificazione, pregando in particolare per le vittime di abusi sessuali e per quanti, in ogni parte del mondo, si sono macchiati di tali odiosi crimini. Confidando nella Sua parola, implora dal Signore energie nuove, perché ne rafforzi la passione educativa, sorretta dalla dedizione e dal generoso impegno di tanti sacerdoti che, insieme ai religiosi, alle religiose e ai laici, ogni giorno si spendono soprattutto nelle situazioni più difficili.
Roma, 12 aprile 2010
La Presidenza
della Conferenza Episcopale Italiana

venerdì 2 aprile 2010

AUGURI DI PASQUA 2010

"L’annuncio cristiano risponde positivamente alla sete di giustizia dell’uomo. Quale è dunque la giustizia di Cristo? E’ anzitutto la giustizia che viene dalla grazia, dove non è l’uomo che ripara, guarisce se stesso e gli altri. Convertirsi a Cristo significa in fondo proprio questo: uscire dall’illusione dell’autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza, esigenza del suo perdono e della sua amicizia."
Benedetto XVI

"Ecco dunque il punto: Dio si è commosso per il nostro niente. Non solo: Dio si è commosso per il nostro tradimento, per la nostra povertà rozza, dimentica e traditrice, per la nostra meschinità, come un padre e una madre che piangono di commozione, di un pianto totalmente determinato dal desiderio del bene del figlio, del destino del figlio. È una compassione, una pietà, una passione. Ha avuto pietà per me."
Luigi Giussani

venerdì 26 marzo 2010

Giornata di Primavera

XVIII edizione della Giornata FAI (Fondo Ambiente Italiano) di Primavera, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
La manifestazione si svolgerà sabato 27 e domenica 28 marzo e vedrà in Sicilia l’apertura di 30 beni in 15 città.
In particolare a Messina nell’ambito del percorso Tra Terra e Mare luoghi suggestivi della Riviera Nord sarà possibile visitare la Chiesa di Gesù e Maria del Buonviaggio al Ringo, la Villa Pace (Università degli Studi di Messina) e i Laghi di Ganzirri.

Più grande del peccato

Ci sarebbe da discutere a lungo, sulle vicende che hanno portato Benedetto XVI a scrivere la sua Lettera ai cattolici d’Irlanda. E si potrebbe farlo partendo dai fatti, da numeri e dati che - letti bene - dicono di una realtà molto meno imponente di quanto possa sembrare dalla campagna feroce dei media. Oppure dalle contraddizioni di chi, sugli stessi giornali, accusa - a ragione - certe nefandezze, ma poche pagine più in là giustifica tutto e tutti, specie in materia di sesso. Si potrebbe, e forse aiuterebbe a capire meglio il contesto di una Chiesa davvero sotto attacco, ben al di là dei suoi errori. Solo che il gesto umile e coraggioso del Papa ha spostato tutto più in là. Verso il cuore della questione.
Chiaro, la ferita c’è. Ed è gravissima. Di quella specie che ha fatto dire parole di fuoco a Cristo («Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina e fosse gettato negli abissi…») e ai suoi vicari.
C’è la sporcizia, nella Chiesa. Lo disse chiaro e forte lo stesso Joseph Ratzinger nella Via Crucis di cinque anni fa, poco prima di diventare Papa, e non ha smesso mai di ricordarlo dopo, con realismo. C’è il peccato, anche grave. C’è il male e l’abisso di dolore che il male si porta dietro. E c’è l’esigenza di fare tutto il possibile - pure con durezza - per arginare quel male e riparare a quel dolore. Il Papa lo sta già facendo, e la sua Lettera lo ribadisce con forza, quando chiede ai colpevoli di risponderne «davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali».
Ma proprio per questi motivi il vero cuore della questione, il focus dimenticato, sta altrove. Accanto a tutti i limiti e dentro l’umanità ferita della Chiesa c’è o no qualcosa di più grande del peccato? Di radicalmente più grande del peccato? C’è qualcosa che può spaccare la misura inesorabile del nostro male? Qualcosa che, come scrive il Pontefice, «ha il potere di perdonare persino il più grave dei peccati e di trarre il bene anche dal più terribile dei mali»?
«Ecco dunque il punto: Dio si è commosso per il nostro niente», ricordava don Giussani in una frase usata da Cl per il Volantone di Pasqua: «Non solo: Dio si è commosso per il nostro tradimento, per la nostra povertà rozza, dimentica e traditrice, per la nostra meschinità. È una compassione, una pietà, una passione. Ha avuto pietà per me».
È questo che porta la Chiesa nel mondo, e non certo per merito, bravura o tantomeno coerenza dei suoi: la commozione di Dio per la nostra meschinità. Qualcosa di più grande dei nostri limiti. L’unica cosa infinitamente più grande dei nostri limiti. Se non si parte da lì, non si capisce nulla. Impazzisce tutto, letteralmente.
È capitato - capita - anche a noi di schivare quella commozione, di sfuggirla. A volte è nella Chiesa stessa che si riduce la fede a un’etica e la moralità a un’impossibile rincorsa solitaria alle leggi, quasi che aver bisogno di quell’abbraccio fosse una cosa di cui doversi vergognare. Ma se si dimentica Cristo, se si fa fuori la misura totalmente diversa che Lui introduce nel mondo ora, attraverso la Chiesa, non si hanno più i termini per capire e giudicare la Chiesa stessa.
Allora diventa facile confondere l’attenzione per le vittime e il riguardo per la loro storia con un silenzio connivente, e la prudenza verso i colpevoli veri o presunti – accusati, magari, sulla base di voci affiorate dopo decenni – con la voglia di «insabbiare» (che pure a volte, evidentemente, c’è stata). Diventa quasi inevitabile straparlare di celibato senza sfiorare nemmeno il valore reale della verginità. E diventa impossibile capire perché la Chiesa può essere dura e materna insieme, con i suoi sacerdoti che sbagliano. Può punirli con severità e chiedere loro di scontare la pena e riparare al male (lo ha già fatto, non da oggi; e lo farà, sempre), ma senza spezzare - se possibile - il filo di un legame, perché è l’unica cosa che può redimerli. Può chiedere ai suoi figli «siate perfetti come è perfetto il Padre vostro» non per domandare un’impossibile irreprensibilità, ma per richiamare una tensione a vivere la stessa misericordia con cui ci abbraccia Dio («siate misericordiosi come è misericordioso il Padre che è nei cieli»).
È proprio per questo che la Chiesa può educare. Che, in fondo, è la vera questione messa in discussione da chi la sta accusando («vedete che sbagliano anche i preti, e di brutto? Come facciamo ad affidargli i nostri bambini?»), come se il suo essere maestra dipendesse tutto dalla coerenza dei suoi figli, e non da Lui. Da Cristo. Dalla Presenza che – tra tutti gli errori e gli orrori commessi - rende possibile nel mondo un abbraccio come quello del Figliol prodigo ritratto da Chagall nello stesso Volantone. Lì, accanto alla frase di Giussani, ce n’è un’altra, di Benedetto XVI: «Convertirsi a Cristo significa in fondo proprio questo: uscire dall’illusione dell’autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza, esigenza del suo perdono».
Ecco, l’abbraccio di Cristo, dentro la nostra umanità ferita e indigente e al di là del male che possiamo compiere. Se la Chiesa – con tutti i suoi limiti - non avesse questo da offrire al mondo, persino alle vittime di quelle barbarie, allora sì che saremmo perduti. Tutti. Perché il male ci sarebbe sempre. Ma sarebbe impossibile vincerlo.
da Tracce.it del 23/03/2010