‘Dona un farmaco a chi ne ha bisogno’
X Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco
Sabato 13 febbraio 2010
La carità ti cambia la vita
Sabato 13 febbraio, in tutta Italia, in Sicilia Lunedì 15 febbraio ad eccezione di quelle farmacie che sono di turno.
Recandosi nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, si potrà acquistare e donare un farmaco da banco a chi oggi vive ai limiti della sussistenza (8 milioni 78 mila persone, dati ISTAT relativi al 2008).
La Fondazione Banco Farmaceutico Onlus in collaborazione con la Compagnia delle Opere – Opere Sociali, organizza, il prossimo 13 Febbraio, la X Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco. L'iniziativa si terrà in oltre 3000 farmacie distribuite in 82 province e in più di 1.200 comuni.
Sabato 13 febbraio, nelle farmacie che esporranno la locandina della raccolta, circa 10.000 volontari spiegheranno l’iniziativa ai cittadini. Gli stessi farmacisti, rispetto alla domanda degli enti assistiti, consiglieranno il tipo di farmaco da banco (cioè quelli senza prescrizione medica) di cui è maggiormente avvertita la necessità. A beneficiare dell’iniziativa saranno le oltre 420.000 persone che quotidianamente vengono assistite dai 1.250 enti caritatevoli convenzionati con il Banco Farmaceutico in tutta Italia.
In 9 anni sono stati raccolti oltre 1.700.000 di medicinali per un valore di circa 10,8 milioni di euro.
In questo momento di crisi e di confusione generale c'è il rischio di ripiegarsi su se stessi, di arrendersi alle difficoltà e di farsi tentare dall'individualismo. Questo rischio vale per tutti noi. Cosa vince questo rischio? E' solo l'esperienza di positività e di sovrabbondanza della Carità cristiana di cui siamo oggetto che ci permette di fare (e di proporre a tutti) il gesto della Giornata di Raccolta del Farmaco. Un gesto di gratuità e condivisione che aiuta i più poveri e che ridesta chi vi partecipa, generando un soggetto nuovo.
La Fondazione Banco Farmaceutico Onlus ha lo scopo di aiutare le persone indigenti rispondendo al loro bisogno farmaceutico, attraverso la collaborazione con le realtà assistenziali che operano localmente, al fine di educare l’uomo alla condivisione e alla gratuità.
La Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco si svolge con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il patrocinio del Segretariato Sociale della RAI e della Fondazione Pubblicità Progresso.
Si ringraziano i farmacisti per il sostegno economico all’iniziativa e L’ANIFA (Associazione nazionale delle industrie farmaceutiche dell’automedicazione) che ogni anno contribuisce al successo dell’iniziativa con importanti donazioni.
Si ringraziano inoltre: i testimonial Paolo Cevoli e Claudia Penoni, Mediafriends, Sky e IGPDecaux.
Per maggiori informazioni
Ufficio Stampa Fondazione Banco Farmaceutico: Francesco Lovati 334/6408185 ufficiostampa@bancofarmaceutico.org
Delegato provinciale di Messina, Giuseppe Di Benedetto 3922690038
martedì 2 febbraio 2010
giovedì 21 gennaio 2010
La nostra vita appartiene a un Altro
Dal volantino di giudizio di Comunione e Liberazione sul terremoto del 12 gennaio 2010 ad Haiti
«La nostra vita appartiene a qualcosa d’Altro. L’inevitabilità [di ciò che accade] è come il sinonimo più chiarificatore di questa non appartenenza a noi della cosa, e soprattutto non appartiene a noi ciò da cui tutto deriva: la nostra vita appartiene a un Altro.
In questo senso si capisce perché la vita dell’uomo è drammatica: se non appartenesse a un Altro sarebbe tragica. La tragedia è quando una costruzione frana e tutti i sassi e i pezzi di marmo e i pezzi di muro, crollano. E tutto nella vita diventa niente, è destinato a diventar niente, perché di ciò che abbiamo vissuto nel passato, di ciò che abbiamo vissuto fino a un’ora fa, fino a cinque minuti fa, non esiste più niente di formato, di costruito non esiste più niente. E questo è tragico. La tragedia è il nulla come traguardo, il niente, il niente di ciò che c’è.
Mentre se tutto appartiene a un Altro, a qualcosa d’Altro, allora la vita dell’uomo è drammatica, non tragica. Riconosco che ti appartengo, riconosco che il tempo non è stato mio, non mi apparteneva, come il tempo fino ad oggi non mi appartiene, non mi appartiene. Prendi pure la mia vita, accetto che non mi appartenga, riconosco che non mi appartiene, accetto che non mi appartenga. Ciò che possiede il nostro tempo è morto per noi, si presenta ai nostri occhi e al nostro cuore come il luogo dove è amato il nostro destino, dove è amata la nostra felicità, tanto che Colui che possiede il tempo muore per il nostro tempo. Il Signore, Colui a cui appartiene il tempo, è buono».
(L. Giussani, Si può vivere così?)
Vedi il volantino di CL
http://www.tracce.it/default.asp?id=411&id_n=14031
«La nostra vita appartiene a qualcosa d’Altro. L’inevitabilità [di ciò che accade] è come il sinonimo più chiarificatore di questa non appartenenza a noi della cosa, e soprattutto non appartiene a noi ciò da cui tutto deriva: la nostra vita appartiene a un Altro.
In questo senso si capisce perché la vita dell’uomo è drammatica: se non appartenesse a un Altro sarebbe tragica. La tragedia è quando una costruzione frana e tutti i sassi e i pezzi di marmo e i pezzi di muro, crollano. E tutto nella vita diventa niente, è destinato a diventar niente, perché di ciò che abbiamo vissuto nel passato, di ciò che abbiamo vissuto fino a un’ora fa, fino a cinque minuti fa, non esiste più niente di formato, di costruito non esiste più niente. E questo è tragico. La tragedia è il nulla come traguardo, il niente, il niente di ciò che c’è.
Mentre se tutto appartiene a un Altro, a qualcosa d’Altro, allora la vita dell’uomo è drammatica, non tragica. Riconosco che ti appartengo, riconosco che il tempo non è stato mio, non mi apparteneva, come il tempo fino ad oggi non mi appartiene, non mi appartiene. Prendi pure la mia vita, accetto che non mi appartenga, riconosco che non mi appartiene, accetto che non mi appartenga. Ciò che possiede il nostro tempo è morto per noi, si presenta ai nostri occhi e al nostro cuore come il luogo dove è amato il nostro destino, dove è amata la nostra felicità, tanto che Colui che possiede il tempo muore per il nostro tempo. Il Signore, Colui a cui appartiene il tempo, è buono».
(L. Giussani, Si può vivere così?)
Vedi il volantino di CL
http://www.tracce.it/default.asp?id=411&id_n=14031
giovedì 14 gennaio 2010
TERREMOTO in HAITI
EMERGENZA UMANITARIA
Da Port au Prince la cronaca di Fiammetta Cappellini,
responsabile di AVSI
Una catastrofe. Mai un terremoto di tale portata aveva devastato Haiti, anche se per ora è impossibile valutare appieno le conseguenze del sisma che martedì 12 gennaio 2010, le 16.53 ora locale, quasi le 23 in Italia, ha colpito l’isola di Haiti e in particolare la capitale, Port-au-Prince, dove AVSI lavora dal 1999 con tanti progetti e attività. Si teme che i morti siano centinaia e centinaia. L’ennesima catastrofe che ha nuovamente messo in ginocchio la popolazione, quella sopravvissuta, già stremata dalla povertà.
La buona notizia per AVSI è che tutti i 6 espatriati (5 italiani e 1 francese) sono fortunatamente vivi. Mentre stiamo cercando di rintracciare anche tutti i 100 collaboratori nazionali. Difficile anche avere notizie in breve tempo di tutte le famiglie che AVSI sostiene in Haiti attraverso i vari progetti, come il sostegno a distanza. “Chiediamo a tutti gli amici che ci hanno aiutato di continuare a farlo per questa emergenza, di avere tanta pazienza e di pregare.”
Per chi volesse fare una donazione – indicando nella causale “terremoto Haiti”:
Credito Artigiano - Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000
Per bonifici dall'estero:
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000
BIC (Swift code) ARTIITM2
Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
vedi anche http://www.avsi.org/
Da Port au Prince la cronaca di Fiammetta Cappellini,
responsabile di AVSI
Una catastrofe. Mai un terremoto di tale portata aveva devastato Haiti, anche se per ora è impossibile valutare appieno le conseguenze del sisma che martedì 12 gennaio 2010, le 16.53 ora locale, quasi le 23 in Italia, ha colpito l’isola di Haiti e in particolare la capitale, Port-au-Prince, dove AVSI lavora dal 1999 con tanti progetti e attività. Si teme che i morti siano centinaia e centinaia. L’ennesima catastrofe che ha nuovamente messo in ginocchio la popolazione, quella sopravvissuta, già stremata dalla povertà.
La buona notizia per AVSI è che tutti i 6 espatriati (5 italiani e 1 francese) sono fortunatamente vivi. Mentre stiamo cercando di rintracciare anche tutti i 100 collaboratori nazionali. Difficile anche avere notizie in breve tempo di tutte le famiglie che AVSI sostiene in Haiti attraverso i vari progetti, come il sostegno a distanza. “Chiediamo a tutti gli amici che ci hanno aiutato di continuare a farlo per questa emergenza, di avere tanta pazienza e di pregare.”
Per chi volesse fare una donazione – indicando nella causale “terremoto Haiti”:
Credito Artigiano - Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000
Per bonifici dall'estero:
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000
BIC (Swift code) ARTIITM2
Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
vedi anche http://www.avsi.org/
Quella nostalgia verso l'infinito
Caro Direttore,
c’è una frase di Dostoevskij che mi accompagna in questi tempi, dovendo parlare del cristianesimo alle persone più diverse in Italia e all’estero: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?». Questa domanda suona come una sfida a ciascuno di noi. È precisamente dalla risposta ad essa che dipende la possibilità di successo della fede oggi. In un discorso del 1996, l’allora cardinale Ratzinger rispose che la fede può sperare questo «perché essa trova corrispondenza nella natura dell’uomo. Nell’uomo vi è un’inestinguibile aspirazione nostalgica verso l’infinito». E con ciò indicava anche la condizione necessaria: che il cristianesimo ha bisogno di trovare l’uomo che vibra in ciascuno di noi per mostrare tutta la portata della sua pretesa.
Eppure in quante occasioni siamo tentati di guardare l’umanità concreta che ci troviamo addosso - per esempio, il disagio, l’insoddisfazione, la tristezza, la noia - come un ostacolo, una complicazione, un intralcio alla realizzazione di ciò che desideriamo. E così ci arrabbiamo con noi stessi e con la realtà, soccombendo sotto il peso delle circostanze, nell’illusione di andare avanti tagliando via qualche pezzo di noi. Ma disagio, insoddisfazione, tristezza, noia non sono sintomi di una malattia su cui intervenire coi farmaci, come accade sempre più spesso in una società che confonde l’inquietudine del cuore col panico e con l’ansia. Sono piuttosto segni di quale sia la natura dell’io. Il nostro desiderio è più grande di tutto l’universo. La percezione del vuoto in noi e attorno a noi di cui parla Leopardi («mancamento e voto») e la noia di cui parla Heidegger sono la prova dell’inesorabilità del nostro cuore, del carattere smisurato del nostro desiderio - niente è in grado di darci soddisfazione e pace -; possiamo dimenticarlo, tradirlo, ingannarlo, ma non possiamo togliercelo di dosso.
Per questo il vero ostacolo al cammino non è la nostra concreta umanità, ma la trascuratezza di essa. Tutto in noi grida l’esigenza di qualcosa che riempia il vuoto. Lo intuiva perfino Nietzsche, che non poté evitare di rivolgersi al “dio ignoto” che fa tutte le cose: «Rimasto solo, levo le mie mani/ (…) “Al dio ignoto”:/ (…) Conoscerti io voglio - te, l’Ignoto,/ Che a fondo mi penetri nell’anima,/ Come tempesta squassi la mia vita,/ Inafferrabile eppure a me affine!» (1864).
Il Natale è l’annuncio che questo ignoto Mistero è diventato una presenza familiare, senza la quale nessuno di noi potrebbe rimanere uomo a lungo, finirebbe travolto dalla confusione, vedendo decomporsi il proprio volto, perché «solo il divino può “salvare” l’uomo, cioè le dimensioni vere ed essenziali dell’umana figura e del suo destino» (don Giussani).
Il segno più persuasivo che Cristo è Dio, il miracolo più grande da cui tutti rimanevano colpiti - più ancora che le gambe raddrizzate e la cecità guarita - era uno sguardo senza paragoni. Il segno che Cristo non è una teoria o un insieme di regole è quello sguardo, di cui è pieno il Vangelo: il Suo modo di trattare l’umano, di entrare in rapporto con coloro che trovava sulla sua strada. Pensiamo a Zaccheo e alla Maddalena: non ha chiesto loro di cambiare, li ha abbracciati così com’erano, nella loro umanità ferita, sanguinante, bisognosa in tutto. E la loro vita, abbracciata, si ridestava in quel momento in tutta la sua profondità originale.
Chi non desidererebbe essere raggiunto da un simile sguardo ora? Infatti «non si può rimanere nell’amore a se stessi senza che Cristo sia una presenza come è una presenza una madre per il bambino. Senza che Cristo sia presenza ora – ora! –, io non posso amarmi ora e non posso amare te ora» (don Giussani). Sarebbe l’unica modalità per rispondere da uomini del nostro tempo, ragionevolmente e criticamente, alla domanda di Dostoevskij.
Ma come sappiamo che Cristo è vivo ora? Perché il Suo sguardo non è un fatto del passato. Continua nel mondo tale e quale: dal giorno della Sua resurrezione la Chiesa esiste solo per rendere esperienza l’affezione di Dio, attraverso persone che sono il Suo corpo misterioso, testimoni nell’oggi della storia di quello sguardo capace di abbracciare tutto l’umano.
Grazie.
Julián Carrón, Corriere della Sera, 24 dicembre 2009
c’è una frase di Dostoevskij che mi accompagna in questi tempi, dovendo parlare del cristianesimo alle persone più diverse in Italia e all’estero: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?». Questa domanda suona come una sfida a ciascuno di noi. È precisamente dalla risposta ad essa che dipende la possibilità di successo della fede oggi. In un discorso del 1996, l’allora cardinale Ratzinger rispose che la fede può sperare questo «perché essa trova corrispondenza nella natura dell’uomo. Nell’uomo vi è un’inestinguibile aspirazione nostalgica verso l’infinito». E con ciò indicava anche la condizione necessaria: che il cristianesimo ha bisogno di trovare l’uomo che vibra in ciascuno di noi per mostrare tutta la portata della sua pretesa.
Eppure in quante occasioni siamo tentati di guardare l’umanità concreta che ci troviamo addosso - per esempio, il disagio, l’insoddisfazione, la tristezza, la noia - come un ostacolo, una complicazione, un intralcio alla realizzazione di ciò che desideriamo. E così ci arrabbiamo con noi stessi e con la realtà, soccombendo sotto il peso delle circostanze, nell’illusione di andare avanti tagliando via qualche pezzo di noi. Ma disagio, insoddisfazione, tristezza, noia non sono sintomi di una malattia su cui intervenire coi farmaci, come accade sempre più spesso in una società che confonde l’inquietudine del cuore col panico e con l’ansia. Sono piuttosto segni di quale sia la natura dell’io. Il nostro desiderio è più grande di tutto l’universo. La percezione del vuoto in noi e attorno a noi di cui parla Leopardi («mancamento e voto») e la noia di cui parla Heidegger sono la prova dell’inesorabilità del nostro cuore, del carattere smisurato del nostro desiderio - niente è in grado di darci soddisfazione e pace -; possiamo dimenticarlo, tradirlo, ingannarlo, ma non possiamo togliercelo di dosso.
Per questo il vero ostacolo al cammino non è la nostra concreta umanità, ma la trascuratezza di essa. Tutto in noi grida l’esigenza di qualcosa che riempia il vuoto. Lo intuiva perfino Nietzsche, che non poté evitare di rivolgersi al “dio ignoto” che fa tutte le cose: «Rimasto solo, levo le mie mani/ (…) “Al dio ignoto”:/ (…) Conoscerti io voglio - te, l’Ignoto,/ Che a fondo mi penetri nell’anima,/ Come tempesta squassi la mia vita,/ Inafferrabile eppure a me affine!» (1864).
Il Natale è l’annuncio che questo ignoto Mistero è diventato una presenza familiare, senza la quale nessuno di noi potrebbe rimanere uomo a lungo, finirebbe travolto dalla confusione, vedendo decomporsi il proprio volto, perché «solo il divino può “salvare” l’uomo, cioè le dimensioni vere ed essenziali dell’umana figura e del suo destino» (don Giussani).
Il segno più persuasivo che Cristo è Dio, il miracolo più grande da cui tutti rimanevano colpiti - più ancora che le gambe raddrizzate e la cecità guarita - era uno sguardo senza paragoni. Il segno che Cristo non è una teoria o un insieme di regole è quello sguardo, di cui è pieno il Vangelo: il Suo modo di trattare l’umano, di entrare in rapporto con coloro che trovava sulla sua strada. Pensiamo a Zaccheo e alla Maddalena: non ha chiesto loro di cambiare, li ha abbracciati così com’erano, nella loro umanità ferita, sanguinante, bisognosa in tutto. E la loro vita, abbracciata, si ridestava in quel momento in tutta la sua profondità originale.
Chi non desidererebbe essere raggiunto da un simile sguardo ora? Infatti «non si può rimanere nell’amore a se stessi senza che Cristo sia una presenza come è una presenza una madre per il bambino. Senza che Cristo sia presenza ora – ora! –, io non posso amarmi ora e non posso amare te ora» (don Giussani). Sarebbe l’unica modalità per rispondere da uomini del nostro tempo, ragionevolmente e criticamente, alla domanda di Dostoevskij.
Ma come sappiamo che Cristo è vivo ora? Perché il Suo sguardo non è un fatto del passato. Continua nel mondo tale e quale: dal giorno della Sua resurrezione la Chiesa esiste solo per rendere esperienza l’affezione di Dio, attraverso persone che sono il Suo corpo misterioso, testimoni nell’oggi della storia di quello sguardo capace di abbracciare tutto l’umano.
Grazie.
Julián Carrón, Corriere della Sera, 24 dicembre 2009
martedì 22 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
Tende di Natale AVSI 2009/2010
Presentazione della Campagna Tende 2009-10 dal titolo "Crisi o sviluppo: la persona fa la differenza".
Lunedì 21 dicembre alle ore 18,00, nel Salone di Comunione e Liberazione di via Porto Salvo 2a
Parteciperà Rosetta Brambilla, missionaria AVSI in Brasile da oltre 30 anni, Everton Mendes e Gilberto Lima.
Lunedì 21 dicembre alle ore 18,00, nel Salone di Comunione e Liberazione di via Porto Salvo 2a
Parteciperà Rosetta Brambilla, missionaria AVSI in Brasile da oltre 30 anni, Everton Mendes e Gilberto Lima.
lunedì 7 dicembre 2009
Appuntamenti pro alluvionati
Cari amici, la tragedia del primo ottobre che ha colpito alcune vallate di Messina ha evidenziato come qualsiasi intervento ha il fiato corto. Se ne parla, quando se ne parla, per brevissimo tempo, poi i media spostano l'attenzione su altro e anche noi. I bisogni rimangono e sono tanti, perchè ancora oggi tantissime persone sono sfollate. Per fortuna ci sono delle iniziative che tendono a mantenere desta la situazione, e che nascono dal bisogno di condividere un significato ed un aiuto concreto grazie ad alcuni amici di AVSI, Centro di Solidarieta’ Dama Bianca, di Comunione e Liberazione, Caritas Diocesana e Parroci di Altolia e Scaletta. Vi allego la locandina di alcuni gesti che nei prossimi giorni si svolgeranno a favore degli alluvionati. Si è aggiunto un altro appuntamento oltre quelli segnalati nel volantino, giorno 8 alle ore 16 presso il circolo culturale Salvatore Quasimodo in S.Margherita.
Biagio Parisi
domenica 6 dicembre 2009
CRISI O SVILUPPO: LA PERSONA FA LA DIFFERENZA
AVSI lancia la Campagna delle Tende e mette al centro la persona
Il tema dello sviluppo dei popoli è legato intimamente a quello dello sviluppo di ogni singolo uomo. La persona umana per sua natura è dinamicamente protesa al proprio sviluppo. (Caritas in veritate)
La nuova Campagna Tende cade in un momento particolarmente delicato per la crisi globale che ha colpito il mondo intero e in particolare le persone più vulnerabili dei luoghi in cui la Fondazione AVSI opera.
Contemporaneamente, per AVSI (organizzazione non governativa senza fini di lucro presente in 37 Paesi del mondo con programmi di sviluppo – www.avsi.org) la crisi si ripercuote anche sulla disponibilità di risorse sia pubbliche che private. Da un lato aumentano le richieste di aiuto e dall’altro vacillano le disponibilità economiche. Per questo l’iniziativa di ogni singola persona, anche con un piccolo gesto, può fare la differenza.
Questo è sempre stato lo spirito delle Tende: un gesto nato nel parcheggio di un supermercato lombardo nei primi anni ’90 per raccogliere fondi a sostegno di AVSI in Brasile e Uganda, che si è moltiplicato nel corso degli anni. Ma sempre conservando la propria natura di gesto libero di persone desiderose di esprimere la propria innata tensione alla carità, al bene comune. Non una campagna organizzata, ma una catena di iniziative di un popolo, destinate a sostenere persone nelle situazioni più estreme. Fino ad arrivare ai 600 eventi, piccoli e grandi che in tutta Italia e anche in alcuni Paesi del mondo sono stati realizzati dai sostenitori
volontari di AVSI in prossimità del Natale.
Gesti che in questi oltre 15 anni hanno permesso di realizzare opere straordinarie in molti angoli del mondo. Gocce che formano un oceano, reale, tangibile. Gocce che contribuiscono a dare un volto umano al nostro mondo, contro il cinismo e lo scetticismo che troppe volte travolgono le nostre vite. Non è tutto inutile. Al contrario. La persona fa la differenza. Tu fai la differenza.
Questo ci ha insegnato un Bambino, nato nella grotta di Betlemme 2000 anni fa, che ha scelto di essere uomo tra gli uomini per dirci che di questo mondo, di questa vita nulla andrà perduto, perché abbiamo un Padre, un significato, per sempre.
Sostieni anche tu i progetti delle Tende:
- La Mensa e il Centro per mamme e bambini in Messico, a Oaxaca
DIJO è un’associazione messicana che lavora da oltre 15 anni nel settore educativo ed è partner di AVSI. Dal 2002 opera in una comunità molto povera con una mensa per 300 bambini e attività nutrizionali, un asilo, un doposcuola e attività con le mamme presso gli spazi del quartiere, che oggi sono minacciati da frane. Dijo ha già acquisito il terreno, occorre costruire il centro
- La Scuola secondaria per i ragazzi di Kireka in Uganda, a Kampala
Il progetto è la costruzione, all’interno dello slum di Kireka, di una scuola secondaria, che intende proseguire la proposta educativa nata dal Meeting Point International, partner ugandese di AVSI, e sviluppata nel corso degli anni dal Centro educativo Permanente, sostenuto dalle Tende dello scorso anno.
- La Banca del Riso per le famiglie degli agricoltori in Birmania, nell’Ayeyarwaddy.
Sostegno alla cooperativa di agricoltori “The Rice Bank”. Si tratta di un esempio unico di solidarietà e organizzazione interna nel panorama birmano, dove per sottrarsi alla logica degli usurai, i beni dei contadini vengono messi in comune e si prevede, con il contributo delle Tende, la costruzione di un mulino, di un magazzino e la fornitura di sementi e strumenti per la lavorazione della terra.
- Sostegno a distanza per i bambini delle scuole in Terra Santa
Le scuole francescane in Terra Santa offrono ai bambini e ragazzi palestinesi un insegnamento di qualità, una formazione alla vita e fin da piccoli l'abitudine alla convivenza tra studenti di religioni diverse, solida base per una vera pace. Con il sostegno a distanza si contribuisce alla retta scolastica (troppo alta per la maggior parte delle famiglie soprattutto cristiane), all’acquisto di libri e materiali didattici, ad attività ricreative e alla formazione degli insegnanti.
COME SOSTENERE le Tende di AVSI - indicando nella causale “Tende 2009-2010” :
- Banca Popolare di Milano - IBAN IT 61 C0558401626000000019000
- Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
- Donazioni online dal sito www.avsi.org
Fondazione AVSI – via Legnone 4, 20158 Milano
comunicazione: elisabetta ponzone – 335.710.18.96 – elisabetta.ponzone@avsi.org
PER INFO: visita la sezione “Tende” sul sito http://www.avsi.org/
Fai una Tenda. Fai la differenza!
Il tema dello sviluppo dei popoli è legato intimamente a quello dello sviluppo di ogni singolo uomo. La persona umana per sua natura è dinamicamente protesa al proprio sviluppo. (Caritas in veritate)
La nuova Campagna Tende cade in un momento particolarmente delicato per la crisi globale che ha colpito il mondo intero e in particolare le persone più vulnerabili dei luoghi in cui la Fondazione AVSI opera.
Contemporaneamente, per AVSI (organizzazione non governativa senza fini di lucro presente in 37 Paesi del mondo con programmi di sviluppo – www.avsi.org) la crisi si ripercuote anche sulla disponibilità di risorse sia pubbliche che private. Da un lato aumentano le richieste di aiuto e dall’altro vacillano le disponibilità economiche. Per questo l’iniziativa di ogni singola persona, anche con un piccolo gesto, può fare la differenza.
Questo è sempre stato lo spirito delle Tende: un gesto nato nel parcheggio di un supermercato lombardo nei primi anni ’90 per raccogliere fondi a sostegno di AVSI in Brasile e Uganda, che si è moltiplicato nel corso degli anni. Ma sempre conservando la propria natura di gesto libero di persone desiderose di esprimere la propria innata tensione alla carità, al bene comune. Non una campagna organizzata, ma una catena di iniziative di un popolo, destinate a sostenere persone nelle situazioni più estreme. Fino ad arrivare ai 600 eventi, piccoli e grandi che in tutta Italia e anche in alcuni Paesi del mondo sono stati realizzati dai sostenitori
volontari di AVSI in prossimità del Natale.
Gesti che in questi oltre 15 anni hanno permesso di realizzare opere straordinarie in molti angoli del mondo. Gocce che formano un oceano, reale, tangibile. Gocce che contribuiscono a dare un volto umano al nostro mondo, contro il cinismo e lo scetticismo che troppe volte travolgono le nostre vite. Non è tutto inutile. Al contrario. La persona fa la differenza. Tu fai la differenza.
Questo ci ha insegnato un Bambino, nato nella grotta di Betlemme 2000 anni fa, che ha scelto di essere uomo tra gli uomini per dirci che di questo mondo, di questa vita nulla andrà perduto, perché abbiamo un Padre, un significato, per sempre.
Sostieni anche tu i progetti delle Tende:
- La Mensa e il Centro per mamme e bambini in Messico, a Oaxaca
DIJO è un’associazione messicana che lavora da oltre 15 anni nel settore educativo ed è partner di AVSI. Dal 2002 opera in una comunità molto povera con una mensa per 300 bambini e attività nutrizionali, un asilo, un doposcuola e attività con le mamme presso gli spazi del quartiere, che oggi sono minacciati da frane. Dijo ha già acquisito il terreno, occorre costruire il centro
- La Scuola secondaria per i ragazzi di Kireka in Uganda, a Kampala
Il progetto è la costruzione, all’interno dello slum di Kireka, di una scuola secondaria, che intende proseguire la proposta educativa nata dal Meeting Point International, partner ugandese di AVSI, e sviluppata nel corso degli anni dal Centro educativo Permanente, sostenuto dalle Tende dello scorso anno.
- La Banca del Riso per le famiglie degli agricoltori in Birmania, nell’Ayeyarwaddy.
Sostegno alla cooperativa di agricoltori “The Rice Bank”. Si tratta di un esempio unico di solidarietà e organizzazione interna nel panorama birmano, dove per sottrarsi alla logica degli usurai, i beni dei contadini vengono messi in comune e si prevede, con il contributo delle Tende, la costruzione di un mulino, di un magazzino e la fornitura di sementi e strumenti per la lavorazione della terra.
- Sostegno a distanza per i bambini delle scuole in Terra Santa
Le scuole francescane in Terra Santa offrono ai bambini e ragazzi palestinesi un insegnamento di qualità, una formazione alla vita e fin da piccoli l'abitudine alla convivenza tra studenti di religioni diverse, solida base per una vera pace. Con il sostegno a distanza si contribuisce alla retta scolastica (troppo alta per la maggior parte delle famiglie soprattutto cristiane), all’acquisto di libri e materiali didattici, ad attività ricreative e alla formazione degli insegnanti.
COME SOSTENERE le Tende di AVSI - indicando nella causale “Tende 2009-2010” :
- Banca Popolare di Milano - IBAN IT 61 C0558401626000000019000
- Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
- Donazioni online dal sito www.avsi.org
Fondazione AVSI – via Legnone 4, 20158 Milano
comunicazione: elisabetta ponzone – 335.710.18.96 – elisabetta.ponzone@avsi.org
PER INFO: visita la sezione “Tende” sul sito http://www.avsi.org/
Fai una Tenda. Fai la differenza!
domenica 29 novembre 2009
SMS Solidale - 48547 fino al 15 dicembre
Fino al 15 dicembre, inviando un SMS al 48547 da tutti i telefoni cellulari personali TIM, Vodafone, Wind e 3 donerai 2 Euro alla Fondazione Banco Alimentare Onlus. Potrai donare 2 Euro anche chiamando da rete fissa Telecom Italia.
Raccogliere e ridistribuire migliaia di tonnellate di alimenti, evitando sprechi e facendoli giungere a chi ha davvero bisogno, richiede un grande sforzo organizzativo e logistico. Questo si traduce in mezzi di trasporto, benzina, magazzini, macchinari per la movimentazione, celle frigorifere, tutto ciò che permette conservare gli alimenti sino alla loro consegna alle 8.000 associazioni e ed enti caritativi convenzionati che assistono 1.300.000 poveri in tutta Italia. Il tuo Sms solidale contribuisce concretamente a sostenere questo sforzo.
http://www.bancoalimentare.org/it/sms_solidale
Raccogliere e ridistribuire migliaia di tonnellate di alimenti, evitando sprechi e facendoli giungere a chi ha davvero bisogno, richiede un grande sforzo organizzativo e logistico. Questo si traduce in mezzi di trasporto, benzina, magazzini, macchinari per la movimentazione, celle frigorifere, tutto ciò che permette conservare gli alimenti sino alla loro consegna alle 8.000 associazioni e ed enti caritativi convenzionati che assistono 1.300.000 poveri in tutta Italia. Il tuo Sms solidale contribuisce concretamente a sostenere questo sforzo.
http://www.bancoalimentare.org/it/sms_solidale
Grazie per la Colletta Alimentare 2009
XIII GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE
Sabato 28 novembre 2009
“Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”
Si è svolta a Messina, come in tutta Italia, la 13ª edizione della Colletta Alimentare.
In un momento in cui “la confusione e lo smarrimento, in questo tempo di crisi, sembrano diventati lo stato d’animo più diffuso tra la gente, imbattersi però in volti lieti e grati, per la sorpresa di essere voluti bene, genera un desiderio e un interesse che trascinano fuori dal cinismo e dalla disperazione”.
La carità quindi resta segno del bisogno di bene che c’è nel cuore dell’uomo. In questo periodo di grave crisi economica, ed in una provincia particolarmente provata dai recenti eventi disastrosi, si è registrata infatti, una significativa tenuta delle donazioni in generi alimentari.
Sono stati raccolti a Messina e Provincia Kg 61.060 di alimenti con un incremento, rispetto allo scorso anno dell'1%
In città sono stati 30.213 i kg raccolti; gli stessi dell’anno precedente.
Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato per la buona riuscita dell’iniziativa: le catene dei supermercati che hanno ospitato la Colletta Alimentare, i 1500 volontari appartenenti per la maggior parte ad Enti Caritativi locali (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, movimenti, aggregazioni religiose) e le imprese commerciali che hanno messo a disposizione uomini e mezzi.
Un ringraziamento particolare va al Comando della Polizia Municipale di Messina e a Poste Italiane, che hanno offerto un rilevante supporto logistico.
Un grazie infine a tutti coloro che, facendo la spesa sabato scorso, ne hanno donato una consistente parte ai più bisognosi.
Fiduciosi della Vs. preziosa collaborazione anche per future iniziative del Banco Alimentare, porgiamo ancora i nostri più sentiti ringraziamenti.
Per continuare ad aiutare la Fondazione Banco Alimentare Onlus e contribuire alle spese di distribuzione dei prodotti raccolti si possono donare 2 euro inviando un sms al numero 48547 (rete mobile Tim, Vodafone, Wind, 3, rete fissa Telecom)
Messina, 28 Novembre 2009
Il responsabile provinciale della Colletta Alimentare Sebastiano Catalano
Sabato 28 novembre 2009
“Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”
Si è svolta a Messina, come in tutta Italia, la 13ª edizione della Colletta Alimentare.
In un momento in cui “la confusione e lo smarrimento, in questo tempo di crisi, sembrano diventati lo stato d’animo più diffuso tra la gente, imbattersi però in volti lieti e grati, per la sorpresa di essere voluti bene, genera un desiderio e un interesse che trascinano fuori dal cinismo e dalla disperazione”.
La carità quindi resta segno del bisogno di bene che c’è nel cuore dell’uomo. In questo periodo di grave crisi economica, ed in una provincia particolarmente provata dai recenti eventi disastrosi, si è registrata infatti, una significativa tenuta delle donazioni in generi alimentari.
Sono stati raccolti a Messina e Provincia Kg 61.060 di alimenti con un incremento, rispetto allo scorso anno dell'1%
In città sono stati 30.213 i kg raccolti; gli stessi dell’anno precedente.
Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato per la buona riuscita dell’iniziativa: le catene dei supermercati che hanno ospitato la Colletta Alimentare, i 1500 volontari appartenenti per la maggior parte ad Enti Caritativi locali (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, movimenti, aggregazioni religiose) e le imprese commerciali che hanno messo a disposizione uomini e mezzi.
Un ringraziamento particolare va al Comando della Polizia Municipale di Messina e a Poste Italiane, che hanno offerto un rilevante supporto logistico.
Un grazie infine a tutti coloro che, facendo la spesa sabato scorso, ne hanno donato una consistente parte ai più bisognosi.
Fiduciosi della Vs. preziosa collaborazione anche per future iniziative del Banco Alimentare, porgiamo ancora i nostri più sentiti ringraziamenti.
Per continuare ad aiutare la Fondazione Banco Alimentare Onlus e contribuire alle spese di distribuzione dei prodotti raccolti si possono donare 2 euro inviando un sms al numero 48547 (rete mobile Tim, Vodafone, Wind, 3, rete fissa Telecom)
Messina, 28 Novembre 2009
Il responsabile provinciale della Colletta Alimentare Sebastiano Catalano
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